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Gli articoli al contrario delle pillole vertono su due argomenti specifici e un po specialistici che negli ultimi 10/15 anni si stanno affermando in maniera evidente nel campo della psicologia clinica e della psicoterapia.

La Psicologia Somatica deriva dall'evoluzione della prima psicosomatica, ed è stata perfezionata al fine di trattare in un'ottica piu completa e complessiva la salute dell'organismo inteso come unità inscindibile di funzionamento e di esistenza su quattro livelli che'lavorano' in parallelo: la mente, la psiche, il cervello e il soma/corpo, il cui funzionamento unitario ed integrato determina la Salute.
Quando siamo esposti a situazioni o a condizioni di vita traumatizzanti (a partire dall'infanzia) puo determinarsi in tale sistema una perturbazione tale da invalidare il funzionamento integrato di tali livelli. Ciò può portare a sintomi che segnalano il disagio, che se non corretti possono trasformarsi in disturbifino alla malattia psicologica, mentale o fisica.
Gli studi sulla Psicologia Somatica (che lavora sul corpo per risanare la mente) cosi come quelli sultrattamento del Trauma (che lavorano principalmente sulla psiche per risanare mente e corpo) sono in continua evoluzione.
lo come i miei colleghi che in tutto il mondo lavorano primariamente sulla cura dei traumi (spesso misconosciuti dagli stessi pazienti) e sul trattamento somatico per re- integrare il Sè nel corpo, siamo consapevoli che molte diagnosi psichiatriche e fisicheb non riescono ancora a spiegare pienamente I'influenza degli eventi di vita come motivi che possono d estabilizzare l'eq u ilibrio del l'organismo.
ll nostro impegno è e resterà quello di aiutare i pazienti a rendere le proprie macchine pensanti le uniche fuoriserie del Pianeta persone libere dalle malattie cercando e trovando la cura nelle pieghe e nelle radici dell'essere umano.

 

L'ALLARME

Mag 19

Quando succede qualcosa che non ci aspettavamo questo ci crea curiosità, che nel caso in cui la situazione ci appaia benevola o gestibile, controllabile, è un risvolto che si rivela positivo, ci fa stare bene e anzi ci motiva a saperne e capirne di più, cercare soluzioni più ingegnose o più pertinenti, più utili. Ma se più che curiosità ci crea interesse nel senso di preoccupazione, le cose sono molto diverse. Allora entriamo... in Allarme.

Cos’è un Trauma al tempo del Coronavirus? Viene da scriverlo con la C maiuscola, come se fosse un virus con la corona, un virus regale, più potente di tutto e di tutti. Qualcuno lo identifica come la vendetta della natura, che bistrattiamo tutti i giorni con le condotte dissennate di disprezzo verso il pianeta, la natura appunto. Ma questo coronavirus che immaginiamo gigantesco (pur essendo di fatto un ‘normale’ virus come molti altri che attraversano tutti gli anni il nostro organismo) che conseguenze psicologiche ed emotive porterà in noi?

Dopo quasi trent’anni di attività, di storie condivise con uomini, donne, coppie, famiglie, qualche volta  bambini da soli, sono ancora qui ad ascoltare più di prima. Perché ‘più’? Perché ascolto sempre meno con le orecchie e sempre più con la passione, l’anima, la curiosità. Ma soprattutto con il corpo; ascolto il corpo dell’altro, e provo a  ‘sentirne’ i movimenti e ne suggerisco altri, volontari e involontari.

Il dialogo con noi stessi? E cos’è? Avete già letto il primo articolo nel Blog? E allora cosa ne pensate? Perché abbiamo bisogno di dialogare con noi se siamo gli stessi noi che ci troviamo di fronte ogni mattina mentre ci guardiamo allo specchio per lavarci, truccarci o farci la barba? Già il fatto di usare la particella NOI è particolare se non inquietante. Noi chi? Io non vedo che me stesso. Ma allora IO sono io o io sono ME? Chi è il me? E il SE’? E il NOI che uso quando parlo con uno schierandomi con chi la pensa come me? Quando parlo come figlio chi sono in realtà? O quando parlo come fratello/sorella piuttosto che come genitore? O se sono solo un conoscente piuttosto che un amico? Ma chi sono dannazione! Uno nessuno o centomila? Quante anime abbiamo?

La sindrome del colon irritabile è probabilmente dovuta sia ad una causa di tipo metabolico (scarsa capacità digestiva, abusi alimentari, allergie o intolleranze) che ad una causa di tipo mentale (legata alle emozioni, al temperamento individuale, alle nevrosi, allo stress, a shock e paure più o meno pregresse e profonde); in tutti i casi, bisognerà rendere l’intestino meno reattivo agli impulsi nervosi.

Il sistema digerente è collegato sia al piano mentale che emozionale. Riceve infatti il nutrimento e lo tratta, smembrandolo e rendendolo assimilabile dall’organismo.

A quanto pare, più il soggetto indulge nei pensieri e nel dialogo interno senza soluzione,  più  difficoltà manifesterà nella digestione. Le cene di lavoro vanno bene, però spesso mentre si cena si ride si scherza ma solo alla fine si parla di lavoro. Anche il grado di introversione (cioè quanto tendiamo a non socializzare i nostri vissuti interni) appare un indice che mal si accompagna con un’ottimale capacità di assimilazione dei cibi e successiva attività digestiva.

Lavorando sulle malattie psicosomatiche ed aggiungendo considerazioni e tecniche sulla base dell’efficacia che avevano sui pazienti, ho notato che in psicotraumatologia molte delle metodologie che già impiegavo venivano anche qui utilizzate, trattando i postumi psicologici e psicopatologici derivanti da un sintomo particolare: il DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS.

Di cosa si tratta? Il disturbo post traumatico da stress, o P.T.S.D., è un complesso di sintomi che insorge dopo l’esposizione, unica o continuata nel tempo, ad una certa situazione, che può diventare dunque a lungo andare anche una condizione di vita del soggetto.

La psicosomatica è una disciplina in cui a mio avviso occorre coniugare il saper fare psicoterapeutico con la conoscenza del modo in cui funziona il nostro cervello ai suoi vari livelli nonchè un continuo aggiornamento nel campo delle neuroscienze.