riusciamo a sostenere la situazione che si è creata o che ci riporta ad una sensazione del passato insostenibile, per cui si crea un SENSO DI VUOTO interno che porta alla dissociazione del modo normale di funzionamento (modalità di default, o d.m.n.) e di conseguente disorientamento fino a percepire se stessi in un senso di irrealtà (chiamata derealizzazione) oppure come se non fossimo noi a vivere dentro la realtà che stiamo avvertendo (chiamata depersonalizzazione). Le due fenomenologie per fortuna sono in genere reversibili e di breve durata (minuti o massimo qualche ora) dopodichè la sensazione di sé stessi e del proprio funzionamento consueto si ristabilizza e rientriamo nella vita avvertendola come ‘nostra’ e come normale.
Nei soggetti con DISTURBI DI PERSONALITA’ la modalità con cui affrontiamo il mondo torna ad essere quella consueta, anche se disturbata, e nei soggetti con ORGANIZZAZIONE DI PERSONALITA’ mista (chiamata BORDERLINE, mentre io la chiamerei multipolare pur consapevole che tale dizione potrebbe indurre in confusione con il disturbo dell’umore bipolare) si crea un’insolita alternanza tra modalità di percezione identitaria di sé stessi (che viene diagnosticata come D.I.D. disturbo dissociativo dell’identità) o tra modalità di atteggiamento o comportamento diverse e distinte (che viene diagnosticata come disturbo di personalità multipla), Queste due ultime dizioni vengono nell’attuale classificazione psichiatrica riunite in un solo disturbo, descritto come: “disgregazione dell’identità caratterizzata da due o più stati di personalità distinti”, anche se a mio giudizio le due patologie andrebbero tenute distinte.