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PERSONALITA’ APPARENTEMENTE NORMALE E RISPOSTE DI SOPRAVVIVENZA

Ott 11

Scritto da Dott. Armando Gabriele

Psicoterapeuta sistemico-relazionale, cognitivo-comportamentale, ipnosi, schema therapy, emdr. Esperto in disturbi psicosomatici, disturbi post-traumatici da stress, disturbi di personalità.  

Studi in Orbassano, Asti, Torino

 

Le persone gravemente traumatizzate spesso perdono in certi momenti parzialmente la loro capacità di essere persone, caratterizzate dalle proprie qualità caratteristiche e valori di riferimento, poiché la destabilizzazione emotiva (definita l’ombra dello tsunami dallo psichiatra americano Philip Bromberg) è talmente forte da travolgerli (come se si venisse sbalzati da una tavola da surf) da farli poi sentire dopo la fase dissociativa (spesso caratterizzata da stati di depersonalizzazione o derealizzazione) in balia di forze interne non controllabili.

Le strategie che il sistema psichico imposta di default vengono chiamate strategie o risposte di sopravvivenza. Si tratta di 5 tipologie...

di risposte all’ambiente stereotipate che vertono come negli animali negli obiettivi di: attacco, fuga, mascheramento/evitamento, blocco, sottomissione. Lo scopo è quello di sottrarsi ad una situazione percepita come pericolosa per la propria salute o integrità psicologica, psichica o fisica, che viene vissuta come senza via d’uscita, giunta inaspettatamente senza quindi essere riusciti a prepararsi ad un’azione pianificata, subita per questo passivamente.

La persona sociale si trasforma in quel momento in individuo votato soltanto alla propria sopravvivenza al fine di mettersi in salvo dalla situazione.

Quando le situazioni di questo tipo si perpetuano sempre più frequentemente e continuativamente, ed il soggetto si sente immerso per buona parte della giornata in una condizione di vita dalla quale non sa come venirne fuori, tali risposte di sopravvivenza diventeranno sempre più consuete e tenderanno via via a prevalere sulle azioni del soggetto. Queste modalità potranno divenire col tempo modalità di risposte di default e quindi veri e propri disturbi di personalità tendenti a guidare le condotte e attività del soggetto. Come può avvenire questo passaggio? La soglia di percezione negativa in cui il soggetto si sente attaccato e lo spinge verso reazioni piuttosto che ad azioni si abbassa drasticamente, sicchè con il tempo saranno sufficienti pochi e brevi segnali a segnalare l’allarme rosso incombente, attivando così le strategie di emergenza e sopravvivenza, sicchè tenderà a reagire sempre con la stessa modalità (per es. evitante piuttosto che aggressiva) piuttosto che alternando diverse modalità se ne ha acquisite più di una.

Nel primo caso la personalità si discosterà sempre più dai connotati del sé personale e ci si ‘dimentica’ sempre più di chi si è in favore della necessità di dimostrare a se stessi chi si è in base a cosa si fa; nel secondo caso il soggetto alternerà una ‘congerie’ di atteggiamenti o comportamenti differenti fra loro a seconda della ‘marcia’ che s’innesta più facilmente. E’ un funzionamento più simile a quello spiegato nel film “Inside Out” che tuttavia si riferisce ad un funzionamento ‘apparentemente’ normale della bambina prima e adolescente poi che cerca non senza fatica e priva di conflitti un equilibrio di gestione tra le varie ‘marce’ emotive.