Traumi da COVID-19

 

  • Sei un medico o un operatore socio-sanitario?

  • Ti senti destabilizzato da quanto vivi nella tua attività a seguito del Covid – 19?

  • Hai paura che la situazione lavorativa che stai vivendo possa traumatizzarti o farti entrare in burn-out o produrti un PTSD (disturbo post-traumatico da stress)?

 

Leggi queste brevi f.a.q.:


Spesso durante la giornata mi sento ‘spento’, con la mente confusa, i pensieri lenti, come se avessi una ‘sordina’ che mi rallentasse…

Il nostro cervello in realtà è ‘sdoppiato’: una parte di esso, quella logica e consequenziale pensa a ciò che sta facendo, che è appena successo, e che si sta predisponendo a fare nell’immediato. Poiché ciò che è successo durante la giornata, cosi come ciò che prevede possa succedere di lì a qualche ora o qualche giorno sono processi ipotetici, questi vengono elaborati attraverso un’altra modalità cerebrale più ‘digitale’, ‘analogica’, che tuttavia è in parte subconscia, che però ‘consuma’ molto spazio informazionale, rallentando il resto dell’attività di pensiero. Come se mentre navighiamo su internet il nostro pc stesse scaricando files di grandi dimensioni, rallentando cosi il sistema.


Di notte mi capita di non fare sogni oppure credo di dormire in modo riposante, tuttavia mi sveglio al mattino con un senso di stanchezza mentale oppure fisico (pesantezza o eccessivo torpore agli arti). Altre volte con un senso di ansia incombente pur in assenza di pensieri preoccupanti, o al contrario sentendo un tono basso dell’umore. E’ normale?

Durante la notte si rielaborano le situazioni vissute od osservate durante la giornata o le ultime 72 ore circa, affinchè il cervello possa ricalibrare e poi ‘stoccare’ le informazioni rilevanti nella memoria a lungo termine (LTM) ed eliminare le informazioni non considerate salienti. Questa attività psichica può risultare stancante in periodi come questo di forti stress, e le immagini mentali possono essere molto forti e intense. Dunque è normale che il risveglio ci trovi affaticati o ‘scarichi’.


Ho visto in questo periodo molte brutte situazioni legate al Covid – 19 ma mi sembra quasi di sentirmi insensibile, non mi sento né agitato né troppo connesso con la sofferenza che vedo e sento intorno a me? E’ come se mi mancassero le emozioni. Perché mi capita questo?

Il cervello è programmato per ‘dissociarsi’ momentaneamente dalle esperienze potenzialmente soverchianti a livello emotivo o intrusive. Per evitare che queste esperienze ci colgano in tutto o in parte impreparati ad affrontarli disponiamo di una sorta di ‘circuito d’immobilizzazione’ emotiva, che creando una sorta di effetto freezing (congelamento) ci permette di mantenere un miglior autocontrollo, facilitando comportamenti di buon senso al fine di agire a mente fredda. Occorre tuttavia saper scaricare la tensione nervosa trattenuta dentro il corpo e la mente che ci hanno in parte immobilizzati e ‘anestetizzati’, facendola fluire fuori dal nostro corpo.


Pur lavorando tante ore al giorno con persone ammalate, mi sento bene poiché percepisco l’utilità della mia funzione. Ma quando torno a casa non riesco a raccontare nulla in maniera fluente, esprimendomi con interruzioni, in maniera scarna e con tono piatto, senza quasi intonazione. Perché?

Essere soddisfatti per essere stati utili e di aiuto è molto importante poiché ci motiva e rende più sopportabile il contesto in cui operiamo. La situazione vissuta come emotivamente impattante resta tuttavia per cosi dire ‘in sospensione’, attendendo la notte affinchè la nostra psiche ‘scompatti e scomponga’ i dati che sono rimasti impressi.
Prima di ‘tuffarsi’ nel mondo famigliare sarebbe meglio fare un’attività fisica con esercizi di ‘grounding’, di respirazione o di meditazione (yoga, taj chi, training autogeno o esercizi specifici di rilascio somato-emozionale o di brain training) per ‘resettare’ il sistema mente-cervello-corpo.

 

Se ti identifichi spesso con queste domande, compila il Test E-Motion o contattami per approfondire.