Disturbi Emotivi

Consulenza nella gestione dello stress emotivo

Consulenza nella gestione dello stress emotivo

 

Lo stress emotivo è un grado di sollecitazione psicologica che sovraccarica lo stato di attivazione emozionale ed aumenta di conseguenza il livello di tensione del sistema  muscolo-scheletrico.

La riduzione dello stress emotivo si può ottenere attraverso la composizione e l'utilizzo di tecniche diverse tutte accomunate dal tentativo d'indurre nella mente uno stato di minor attivazione ed elaborazione cognitiva, producendo una forma di relax che autorizza anche il corpo a rilassarsi e ridurre l'attivazione del sistema nervoso ortosimpatico, abbassando e normalizzando i livelli di adrenalina, noradrenalina, cortisolo, dopamina, ecc..

Le tecniche che uso in modo specifico sono quelle mutuate dal training autogeno (esercizi soprattutto del ciclo inferiore) alcuni esercizi di autoipnosi, nonchè tecniche di riequilibrio cognitivo quali quelle mutuate dal E.f.t. ed esercizi fisici dalla kinesiologia educativa (brain gym).

 

Consulenza e sostegno alle competenze genitoriali

Consulenza e sostegno alle competenze genitoriali

 

Ciascun genitore già a livello biologico è predisposto verso la maturazione di competenze genitoriali che sono in grado di regolarsi con l'età dei propri figli.

Tuttavia le situazioni stressanti di vita lavorativa, sociale, il rapporto di coppia e le dinamiche familiari, nonchè la differenza che fa comunicare a seconda delle situazioni come papà o mamma piuttosto che genitore possono complicare le situazioni e confondere chiunque nell'espletamento delle proprie funzioni genitoriali.

Spesso è utile che ciascun genitore possa utilizzare un piccolo spazio di riflessione alla presenza di un professionista terzo estraneo e neutrale, che possa essere d'aiuto al singolo nella decodificazione dei propri autonomi stati d'animo piuttosto che indotti dal comportamento dei nostri figli o del nostro partner; la coppia può giovarsi della consulenza per sviluppare un punto di vista terzo rispetto a quelli rispettivi nel modo di percepire, osservare ed agire nei confronti dei propri figli.

Ciascun genitore deve imparare i 'tempi' dell'azione e quelli del silenzio, lasciando i giusti spazi d'intervento al compagno/a e imparando ad intuire i momenti in cui intervenire invece che assumere un atteggiamento delegante, passivo o distaccato.

E' inoltre spesso utile imparare a riequilibrare il proprio rapporto con la propria famiglia d'origine con quello rivolto alla famiglia d'origine del proprio partner, imparando anche in questo caso come e quando intervenire (a proprio nome o a nome della coppia) con i primi piuttosto che con i secondi anche al posto del compagno.

Prima di educare bisogna capire se i due genitori hanno posto delle solide basi di rapporto e di capacità di comunicazione genitoriale, e solo dopo esaminare i processi di comunicazione all'interno del nucleo familiare piuttosto che con la famiglia allargata dei propri figli, per volgersi poi all'esame dei singoli contenuti.

Quando i due genitori fanno invece parte di FAMIGLIE RICOSTITUITE i livelli di comunicazione si complicano ulteriormente, sicchè l'aiuto di un consulente e a volte di un terapeuta familiare può risultare fondamentale per la riarmonizzazione familiare e delle competenze genitoriali.

 

Consulenza per aspiranti e genitori adottivi

Consulenza per aspiranti e genitori adottivi

 

L'adozione di un bambino porta sempre una ventata di novità e cambiamenti all'interno di una coppia o di una famiglia. Tuttavia, si tratta di un percorso che porterà la coppia coniugale ad incontrare uno o più bambini con alle spalle una storia che li segnerà per tutta la vita; una storia di abbandono, di deprivazione, povertà estrema piuttosto che di maltrattamenti o peggio violenza psicologica e/o sessuale.

Gli aspiranti genitori adottivi dovranno affrontare un lungo iter di valutazione fisica, psicologica e relazionale (competenze genitoriali) per verificare che siano in possesso di requisiti idonei alla domanda posta in essere.

Posto che la coppia venga giudicata in possesso dei requisiti ritenuti indispensabili dal Tribunale per i Minorenni di competenza occorre che sia in grado anche di dare disponibilità e limiti rispetto alle proprie capacità di accogliere uno o più bambini. Ciò in termini di rischio giuridico (non si diventa genitori adottivi da quando il bambino vive in famiglia, ma solo alla definizione del procedimento cosiddetto civile di 'volontaria giurisdizione', che potrebbe verificarsi molto tempo dopo), che di accettazione dello stato di salute del bambino (il quale potrebbe avere delle malattie psichiche e/o organiche tali da necessitare di un livello particolare di cure).

Molte coppie, PRIMA di depositare domanda al Tribunale o in seguito al consiglio dell'équipe adozioni del territorio oppure a giudizio d'inidoneità, ovvero ancora durante l'attesa che si concretizzi l'abbinamento, decidono di farsi supportare da uno psicologo esperto in questo particolare ambito.

Lo specialista potrà:

- dirimere i dubbi della coppia (sia tecnici e procedurali che sulla reale motivazione di entrambi)

- aiutare la coppia a consolidarsi ed acquisire competenze genitoriali prima ancora di diventarlo

- mettere la coppia nelle migliori condizioni per affrontare l'esame dell'équipe territoriale e del Giudice poi, con una maggiore possibilità di successo nel superiore interesse del bambino.

 

Anche nel POST ADOZIONE, quando il bambino vive già con i propri genitori adottivi, il supporto di un esperto è di grande aiuto, al fine di permettere ai genitori di avvicinarsi in modo graduale e rispettoso dei tempi del bambino, maturando via via competenze e capacità genitoriali crescenti, affrontando passo passo in modo assistito le varie fasi di difficoltà che inevitabilmente sorgeranno.

Psicoterapia individuale, di coppia e famigliare

 

Esistono diversi modi per esercitare il mestiere di psicoterapeuta: scuole, tecniche, orientamenti diversi.

Come orientarsi e scegliere il clinico con la metodologia più adatta al proprio caso?

A mio giudizio la via esperienziale è quella che meglio può giovare al paziente. E' evidente che psicoterapeuti diversi spesso si occupano o sono più esperti in alcune tipologie di situazioni.

 

Ad es. uno psicologo dell'età evolutiva si occuperà soprattutto di problematiche infantili e lavorerà soprattutto con bambini, delegando ad un terapeuta per adulti per l'eventuale consulenza con la coppia genitoriale. Uno psicoterapeuta che si occupi soprattutto di neuropsicologia sarà più versato in problematiche relative a malattie neurologiche di tipo organico e disfunzionamento psichico tra i due emisferi. Uno psicoterapeuta con formazione psicodinamica per es. analitica preferirà lavorare con individui singoli e baserà la sua attenzione a come il singolo soggetto elabora le informazioni. Infine uno psicoterapeuta con formazione sistemica facilmente tratterà problematiche relazionali, per es. difficoltà di coppia o di rapporti intrafamiliari. E così via.

 

Occorre quindi informarsi prima, consultando le peculiarità del professionista descritte sul sito dell'Ordine degli Psicologi presso cui è iscritto, e poi magari attraverso una prima richiesta telefonica o via mail.

Superati questi primi steps conviene 'buttarsi', conoscere il professionista, esporgli il problema, nei giorni sussessivi riflettere sulle sensazioni che ha sortito la prima seduta e poi sentire durante le successive (io consiglio le prime 4 o 5) se il lavoro per come è stato impostato e condiviso pare 'funzionare'. Se il senso delle sedute pare asfittico, non sembra di percepire alcuna evoluzione o addirittura si percepisca di essere entrati in una fase di "stallo" allora meglio considerare l'opportunità di un 'secondo parere'. La psicologia è di per sè un ottimo metodo di cura e a volte con un altro specialista le cose possono andare molto meglio.

 

Occorre infine tenere in conto l'importanza di una buona continuità e cadenza regolare nella frequenza alle sedute, poichè il cervello ha bisogno di rielaborare i dati emersi durante ogni sessione di lavoro con gli stessi intervalli di tempo.

 

 Per quanto riguarda il lavoro in psicosomatica, a seguito della consulenza occorre un numero variabile di sedute tra tre e otto per poter osservare in genere una risposta anche organica (oltrechè psichica ed emotiva) al lavoro svolto.