Psicoterapia individuale, di coppia e famigliare

 

Esistono diversi modi per esercitare il mestiere di psicoterapeuta: scuole, tecniche, orientamenti diversi.

Come orientarsi e scegliere il clinico con la metodologia più adatta al proprio caso?

A mio giudizio la via esperienziale è quella che meglio può giovare al paziente. E' evidente che psicoterapeuti diversi spesso si occupano o sono più esperti in alcune tipologie di situazioni.

 

Ad es. uno psicologo dell'età evolutiva si occuperà soprattutto di problematiche infantili e lavorerà soprattutto con bambini, delegando ad un terapeuta per adulti per l'eventuale consulenza con la coppia genitoriale. Uno psicoterapeuta che si occupi soprattutto di neuropsicologia sarà più versato in problematiche relative a malattie neurologiche di tipo organico e disfunzionamento psichico tra i due emisferi. Uno psicoterapeuta con formazione psicodinamica per es. analitica preferirà lavorare con individui singoli e baserà la sua attenzione a come il singolo soggetto elabora le informazioni. Infine uno psicoterapeuta con formazione sistemica facilmente tratterà problematiche relazionali, per es. difficoltà di coppia o di rapporti intrafamiliari. E così via.

 

Occorre quindi informarsi prima, consultando le peculiarità del professionista descritte sul sito dell'Ordine degli Psicologi presso cui è iscritto, e poi magari attraverso una prima richiesta telefonica o via mail.

Superati questi primi steps conviene 'buttarsi', conoscere il professionista, esporgli il problema, nei giorni sussessivi riflettere sulle sensazioni che ha sortito la prima seduta e poi sentire durante le successive (io consiglio le prime 4 o 5) se il lavoro per come è stato impostato e condiviso pare 'funzionare'. Se il senso delle sedute pare asfittico, non sembra di percepire alcuna evoluzione o addirittura si percepisca di essere entrati in una fase di "stallo" allora meglio considerare l'opportunità di un 'secondo parere'. La psicologia è di per sè un ottimo metodo di cura e a volte con un altro specialista le cose possono andare molto meglio.

 

Occorre infine tenere in conto l'importanza di una buona continuità e cadenza regolare nella frequenza alle sedute, poichè il cervello ha bisogno di rielaborare i dati emersi durante ogni sessione di lavoro con gli stessi intervalli di tempo.

 

 Per quanto riguarda il lavoro in psicosomatica, a seguito della consulenza occorre un numero variabile di sedute tra tre e otto per poter osservare in genere una risposta anche organica (oltrechè psichica ed emotiva) al lavoro svolto.

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