Scritto dal Dott. Armando Gabriele
Psicoterapeuta sistemico-relazionale, cognitivo-comportamentale, ipnosi, schema therapy, emdr.
Esperto in disturbi psicosomatici, disturbi post-traumatici da stress, disturbi di personalità.
Studi in Orbassano, Asti, Torino
La nostra è un’epoca di rapporti e comunicazioni in parte virtuali, che di presenza. Le prime sono caratterizzate da scritti rapidi, incisivi, brevi, ‘accorciati’, i secondi esaltano la ri-conoscenza e il ri-conoscimento visivo e l’espressione visuale, il sorriso, l’intonazione, la prosodia, il contatto fisico, attraverso l’abbraccio e i baci, con comunicazioni molto più prolungate. Due forme molto diverse e complementari.
Grazie al covid ci è stato imposto di rinunciare al secondo tipo di comunicazione, in favore di una comunicazione sempre più virtuale, con imposizione del DISTANZIAMENTO e del divieto di CONTATTO FISICO.
Il contatto fisico per i ragazzi contrassegna il rapporto di STATUS, per capire chi è più forte, ma anche la DISTANZA EMOTIVA fra le persone, quanto l’altro mi tema (fisicamente ma anche psicologicamente). Il dover tenere l’altro a distanza per un bambino o ragazzo non ha un senso compiuto.
La fisicità ...
La psicosomatica è una disciplina in cui a mio avviso occorre coniugare il saper fare psicoterapeutico con la conoscenza del modo in cui funziona il nostro cervello ai suoi vari livelli nonchè un continuo aggiornamento nel campo delle neuroscienze.
Il cervello funziona su 'tre piani', che vengono chiamati strati embrionali poichè si sono differenziati e sovrapposti con l'evoluzione: lo strato rettiliano, che presidia i riflessi e i comportamenti istintivi: è posto al 'primo piano del cervello, in corrispondenza per intenderci del cervelletto; il sistema limbico, che è posto nella zona intermedia del cervello, che presiede all'elaborazione delle emozioni, e quello corticale, il 'terzo piano', che riceve e immagazzina le informazioni sensoriali, rielabora le informazioni che al secondo piano le varie zone si scambiano (ippocampo, amigdala, ecc.) e predispone le decisioni che porteranno ad un programma di azione motorio che svolgeremo nell'ambiente.