In termini più semplici, tutte le volte che non sappiamo fronteggiare una situazione o sentiamo delle sensazioni avverse ci rifugiamo in ‘corner’, un ‘piano b’ di reattività che emette risposte stereotipate in grado di sovrapporsi, costituendo una risposta tampone rispetto a quelle che non riusciamo ad effettuare in maniera più ponderata, riflessiva e dunque adeguata.
Se non riusciamo invece ad agire un comportamento più funzionale, tale inibizione (per es. attraverso il silenzio, o il cambiamento di discorso o attraverso un atteggiamento sottomesso) produce l’accesso anche fisico delle parti in zone di tensione e ristagno dell’energia, che verrà inibita e dunque non scaricata attraverso l’apparato verbale o motorio, con la possibilità di produrre blocchi emotivi e/o dolori nelle parti fisiche riceventi.
Quando non si verifica un disturbo emotivo ma un sintomo organico, il soggetto si disconnette dalla possibilità di sentirsi responsabile e dunque dal sentire le sensazioni negative di sé o ancora percepire la propria incapacità ad affrontare la situazione e dunque non si accorge di esserne rimasto traumatizzato. Dunque i sintomi non verranno collegati alle motivazioni che li hanno originati. Recuperare le proprie qualità personali contribuisce invece a risolvere il conflitto, poiché saranno cercate e spesso trovate risposte più funzionali e proattive che il soggetto nel presente ormai possiede, pur non possedendole al momento passato del trauma, spesso avvenuto molto tempo prima.