TRAUMI PSICOLOGICI: LA DIFFERENZA TRA INDIVIDUO E PERSONA

Ott 11

Scritto da Dott. Armando Gabriele

Psicoterapeuta sistemico-relazionale, cognitivo-comportamentale. Esperto in disturbi psicosomatici, disturbi post-traumatici da stress, disturbi di personalità.  Tecniche: ipnosi clinica, schema therapy, emdr.

Studi in Orbassano, Asti, Torino

 

Bisogna spiegare al paziente che finché le sue parti traumatizzate avranno un grosso controllo sulle  esperienze che va a fare durante la giornata funzionerà in maniera limitata, più da individuo che la persona. Questo succede poiché il sistema sta rinunciando alla propria funzione della sensibilità. La sensibilità della persona deriva da un apparato sensitivo complesso che riceve informazioni dai cinque sensi fisici, dalla cenestesi (che rileva l’attività dei visceri interni e la loro attività vegetativa, sintesi delle sensazioni propriocettive e di movimento).

 Il nostro apparato sensibile contempla all’esterno le percezioni psicologiche che ci permettono d’intuire cosa ci succede intorno (sensazioni), e all’interno l’umore che sentiamo  in quel momento (gli stati d’animo) cosa proviamo rispetto ad una persona con cui stiamo interagendo o rispetto al contesto, a ciò che sta succedendo (emozioni), e cosa proviamo continuativamente verso una certa persona o situazione (sentimento). In tutto ciò, integrando le sensazioni percepite all’interno (interocezione) e rivolte all’esterno (esterocezione).

La sensibilità ci permette altresì di percepire le nostre qualità, capacità e unicità personali. La somma di queste percezioni interne ed esterne permette all’individuo di diventare una persona, ma anche un sè stesso, cioè di riconoscere in tutto quello che pensa, sente e fa la propria persona. La persona è quella che ha accesso sia alla funzione identitaria che alla personalità, mentre l’individuo  agisce ma accantona la propria identità mantenendo solo una personalità cosiddetta adattiva. Nel soggetto traumatizzato viene chiamata personalità apparentemente normale, personalità che di mestiere si adatta alle circostanze. Ciò, mantenendo tutte le protezioni psicologiche, (chiamate difese o resistenze) che derivano dalle paure che si porta dietro a causa delle traumatizzazioni precedenti.

Si tratta dunque di una personalità molto più ristretta e restrittiva, che calcola e riduce il più possibile i rischi, specialmente quelli di star male a causa delle relazioni interpersonali.

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