I MOVIMENTI DELLA SALUTE

I MOVIMENTI DELLA SALUTE In evidenza

Nov 29

Dopo quasi trent’anni di attività, di storie condivise con uomini, donne, coppie, famiglie, qualche volta  bambini da soli, sono ancora qui ad ascoltare più di prima. Perché ‘più’? Perché ascolto sempre meno con le orecchie e sempre più con la passione, l’anima, la curiosità. Ma soprattutto con il corpo; ascolto il corpo dell’altro, e provo a  ‘sentirne’ i movimenti e ne suggerisco altri, volontari e involontari.

Uno psicoterapeuta vivo si muove, tocca,  suggerisce movimenti, li osserva e insieme al paziente li rielabora. Emerge una ‘danza invisibile’, una nuova osservazione condivisa in cui il movimento è un altro modo di esprimersi, di parlare, di intendersi, di usare l’altro cervello quello destro, quello di mezzo (le strutture sottocorticali o mesencefalo fino a far esprimere il tronco cerebrale). Per far cosa? Per far parlare il corpo e la psiche, quelle parti di noi stessi che spesso vengono tacitate dalla mente, la quale mente pur essendo piccola come la punta dell’iceberg è la più potente, quella che vuol sempre decidere, e spesso decide di non ascoltarle. Le loro urla s’infrangono sulle sabbie di un’indifferente noncuranza, spesso scatenando una reazione che pare incomprensibile, “L’ombra dello tsunami” (per parafrasare il titolo di un libro famoso) capace di sconvolgere tanto l’emotività che la fisiologia dell’organismo.

Spesso si crede di poter risolvere tutti i problemi dei nostri pazienti/clienti interpretando ciò che la mente dialogica s’inventa raccontandosi attraverso architetture linguistiche capaci di spiegare e giustificare ogni pensiero, emozione, condotta o comportamento finchè ti chiedi “ma se sa già tutto di sé cos’è venuto a fare?”. Poi smetti di ascoltare, osservi il corpo ed i suoi movimenti, i respiri, i cambiamenti di postura, gli irrigidimenti ed emerge tutta un’altra storia. E anche lui/lei nota che finalmente qualcosa inizia già a cambiare.

Si chiama psicoterapia sensomotoria. L’ho incrociata per caso mentre elaboravo insieme ai pazienti qualcosa di simile con i movimenti involontari, mentre questa metodica usa quelli volontari. La mia psicosomatica che si vantava (lo dico scherzosamente) di intervenire su situazioni di stress ha capito che da molti anni stavo in realtà lavorando sui traumi delle persone. Cosa sono i traumi? Dei blocchi che derivano da situazioni impattanti tanto da shockare il sistema nervoso dell’organismo (proprio così, quello che parte dai nervi cranici e arriva fino agli alluci!). Si creano così dei cortocircuiti nervosi e psichici che ci fanno percepire alcune situazioni come strane, ansiogene oppure angoscianti o capaci di  paralizzarci in attacchi di panico piuttosto che irrigidirci e disporci impulsivamente verso una rabbia aggressiva in momenti sbagliati o verso persone sbagliate. Reazioni agite in automatico che spesso bypassano la volontà, cioè la nostra mente. Ohi, di nuovo la mente! Ho imparato insieme ai pazienti a destrutturare e risolvere i traumi (che possono insorgere fin dal periodo gestazionale) insegnando ad ascoltare le proprie sensazioni corporee e facendo emergere i movimenti spontanei poiché non solo nella psiche vengono immagazzinati e nascosti i traumi (che a volte ci si vergogna di possedere) per poi farli scaricare. L’effetto è notevole. Le mie tecniche nate con l’ipnosi e tecniche affini si sono allargate, estruse, e quello che so oggi è che bisogna seguire non solo il percorso che dalla mente ammala il corpo, ma anche quello inverso in cui il corpo guarisce la mente e con essa, l’organismo intero. Vi racconterò tutto tra febbraio e marzo al Consultorio Punto Familia a Torino, venitemi a trovare se il vostro corpo ve lo suggerirà. Lui sa cosa e come fare.