LA PAURA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS PARTE II

Mag 19

Occorre vivere bene le nostre giornate, mantenendo una serenità prolungata e duratura. La qualità dei rapporti per noi significativi è essenziale: i rapporti con i famigliari, la famiglia convivente, con i colleghi, gli amici, i vicini di casa…

La mancanza di serenità a causa di rapporti infelici o conflittuali, preoccupazioni lavorative, scarse occasioni di scambio amicale e sociale o la solitudine, sono aspetti che, unitamente a situazioni che sono per noi stressanti, possono destabilizzare i nostri sistemi di regolazione dell’organismo già elencati (sistema nervoso, ormonale, immunitario, psicologico, la cui integrazione viene studiata in psico-neuro-endocrino-immunologia)...

Perturbazioni episodiche vengono in genere ben tollerate dalle capacità di autoregolazione del soggetto sano; perturbazioni ripetute, continuate, che non sappiamo come gestire, affrontare o risolvere, espongono noi e il nostro organismo ad alterazioni psichiche e/o organiche tali da diventare più vulnerabile all’ambiente, ivi compresi gli agenti esterni quali sostanze chimiche inquinanti ma anche agli sbalzi di temperatura, gli sforzi e gli agenti potenzialmente tossici per il nostro organismo come i batteri ed i virus. I virus, già. Come vivere al tempo di una pandemia come la nostra? Prendendo le ‘giuste’ precauzioni, osservando le regole di buon senso senza esasperarle o preoccuparci troppo che non vi sia ‘alcuna’ possibilità di contagio. Perché non avere ‘alcuna’ possibilità di contagiarci potrebbe essere una possibilità irreale se ci muoviamo fuori di casa, incontriamo altre persone, abitiamo ambienti cui hanno libero accesso molte altre persone.