RITORNO A SCUOLA: COSA LASCERA’ IL COVID NEI NOSTRI BAMBINI E RAGAZZI? PARTE I

Set 16

La nostra è un’epoca di rapporti e comunicazioni in parte virtuali, che di presenza. Le prime sono caratterizzate da scritti rapidi, incisivi,  brevi, ‘accorciati’, i secondi esaltano la ri-conoscenza e il ri-conoscimento visivo e l’espressione visuale, il sorriso, l’intonazione, la prosodia, il contatto fisico, attraverso l’abbraccio e i baci, con comunicazioni molto più prolungate. Due forme molto diverse e complementari.

Grazie al covid ci è stato imposto di rinunciare al secondo tipo di comunicazione, in favore di una comunicazione sempre più virtuale, con imposizione del DISTANZIAMENTO e del divieto di CONTATTO FISICO.

Il contatto fisico per i ragazzi contrassegna il rapporto di STATUS, per capire chi è più forte, ma anche la DISTANZA EMOTIVA fra le persone, quanto l’altro mi tema (fisicamente ma anche psicologicamente). Il dover tenere l’altro a distanza per un bambino o ragazzo non ha un senso compiuto.

La FISICITA’ ... 

significa tempo presente, concretezza, esserci, vivere, SICUREZZA, CONTROLLO sulla realtà, toccarla ‘con mano’, tangibilmente. Il distanziamento imposto incute invece la PAURA che l’altro possa essere tossico, PERICOLOSO per noi.

Il doversi sempre pulire col GEL ci fa sentire VULNERABILI, specie se giovani d’età, perché è più difficile distinguere un pericolo IPOTETICO da uno reale e immediato.

I ragazzi tendono a schermarsi facendo finta di non crederci, di non prendere sul serio la cosa, sminuendola allo scopo di smitizzarla. Far questo a livello mentale però è un processo solo in parte volontario, costruito, che rischia di lasciare più spazio all’altro processo, quello para-logico, che può paralizzarci nella paura che più viene nascosta verso il fuori più si fa strada verso l’interno di noi. Il ragazzino fa finta di niente ma cresce in lui una sorta di dubbio, di timore, che viene dissimulato a scuola sorridendo, scherzando, schernendo l’altro per fargli vedere che lui/lei non ha paura né timore.

La mascherina, lo dice la parola stessa, è una forma di MASCHERAMENTO, come sui social, che ci porta a diventare da un lato più aggressivi perché più al sicuro in quanto più nascondibili ma dall’altro lato più oscuri, meno intelligibili, meno prevedibili.